# FE(A)RTILITY DAY


(Sic)ché il ministero della salute, visto che gli italiani non prolificano abbastanza, ha deciso di investire in PUBBLICITÀ PREGRESSO dalla spiccata somiglianza con le propagande dittatoriali. Per intenderci quelle in cui la procreazione era “caldeggiata” per servire meglio lo stato. Tra gli innovativi ed incentivanti slogan si leggono frasi come «La fertilità è un bene comune» o «la Costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile». Campagna retrograda, per altro, non solo nei contenuti trasmessi ma anche nella forma: CARTOLINE (sic). Dal fronte.

 

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Campagna sgradevole, imbarazzante ed offensiva soprattutto per la mancata attenzione nei confronti della principale destinataria di questa orribile propaganda: LA PROPRIETARIA DELL’UTERO. La cui immagine in queste cartoline (sic) passa perentoria come mera fattrice materiale di figli «per il futuro» e per cui  «la bellezza è senza età ma la fertilità no». È sconvolgente, ma la donna in questa vergognosa campagna non viene considerata né come essere pensante con il libero arbitrio di disporre un po’ come diamine vuole del proprio corpo,  né come essere che vorrebbe tanto diventare una madre ma che per uno o più motivi purtroppo non può.

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Ma proviamo a tralasciare il fondamentale ruolo della donna e, livellandoci al pari di questa becera propaganda, affrontiamo la questione da un punto di vista meramente materiale:  quelloche purtroppo trapela, oltre all’evidente scarsità delle capacità grafico-comunicative-creative del team che l’ha realizzata, è la pressoché totale mancanza di attenzione al VERO PROBLEMA che sta alla base di questa denatalità. Ora non serve essere un genio della diagnostica alla Sherlock Holmes per realizzare quale sia il motivo per cui in Italia la crescita demografica va calando. Soprattutto se – dati alla mano reperibili su internet- la si confronta con quella degli altri stati europei dove il dato nella natalità è in crescita. Nel 2015 il più alto numero di nascite è stato registrato in Irlanda con 14,2 nati ogni 1000 residenti, seguita da Francia (12/1000), Regno Unito (11,9/1000) e Svezia (11,7/1000). Nello stesso anno, in Italia i neonati sono stati 8 ogni 1000 abitanti arrivando ad occupare così l’ultimo posto nella classifica Eurostat.

Meritatamente davanti ci sono tre paesi che da decenni cercano di incentivare la natalità e il lavoro femminile promuovendo provvedimenti sociali ad hoc (Child benefit immediati come soldi per il neonato, aiuti nella sua cura dagli asili nido alle babysitter, congedi parentali più flessibili e benefit vari). NON un paese il cui ministero della salute promuove pubblicità che incolpano le donne di ‘sprecare’ il loro tempo fertile senza procreare perché magari stanno studiano o lavorando, ossia costruendo, di fatto, il proprio FUTURO e quindi anche quello dei potenziali figli.

Ma d’altronde come non dare cieca fiducia ad una campagna ‘della salute’ con slogan come «Genitori giovani il modo migliore di essere creativi» approvata dal ministro Beatrice Lorenzin che è diventata madre a 40 anni?

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nothing to say and drawing it anyway
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